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Egitto: l’antichità per leggere la modernità

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L’Egitto e la sua arte come lettura della società odierna

L’Egitto a Torino. Con lo scattare del nuovo anno il museo egizio di Torino compie ben 200 anni (1824-2024), un’occasione per festeggiare anni di ricerca basati scavi archeologici e non solo. A partire da quest’anno prenderà il via il nuovo progetto di rinnovamento: “Museo aperto alla città”, ovvero una rifunzionalizzazione dello stesso palazzo, con l’obiettivo di trasformare il cortile in una piazza accessibile liberamente dall’esterno.
Questo cambiamento del Museo Egizio offre varie modalità di visita e di accesso al museo; perciò è sinonimo di adattamento al visitatore, alle sue esigenze, al suo tempo e desideri del momento.

Egitto e simbolismo

L’arte egizia è tra le forme espressive più originali e peculiari di tutta la storia dell’arte. Per comprendere al meglio l’arte dell’antico Egitto è necessario partire dalla visione del mondo, estremamente focalizzata sugli elementi fisici della natura, tra questi il Nilo. Il grande fiume costituisce una costante, sennonché la consuetudine stessa degli egizi. Un’atra figura cardine era senza dubbio quella del faraone: guida permanente di tutta la civiltà egizia.

Circa l’arte, questo popolo riteneva avesse delle funzioni magiche, spesso legate all’immortalità. Nonostante le rappresentazioni stilistiche fossero di oggetti d’uso comune, questi gli attribuivano un significato ultraterreno; pertanto l’arte ricopriva una funzione celebrativa.

L’Egitto, da un punto di vista stilistico, si caratterizza per l’idealizzazione delle forme. Il genere del ritratto del faraone, ad esempio, era un modo per sfuggire alla fugacità della vita terrena, dunque un modo per proiettare l’immagine di sé verso una realtà al di là della materia ma attraverso la materia (l’arte).

Le forme geometriche

La pittura egizia la si potrebbe anche definire “primordiale”. La pittura avendo una funzione religiosa, si prestava a rappresentare figure nel modo più elementare ed intuitivo possibile: bidimensionalità, l’uso del colore è piatto e netto, privo di sfumature. Questo veniva fatto per mettere in risalto solo le caratteristiche fisiche più importanti, come lo è ad esempio l’occhio umano è raffigurato frontalmente rispetto a tutto il resto del corpo posto di profilo.

La quasi formalità e definizione delle forme, crea un ponte di comunicazione tra l’Egitto e l’arte di Paul Cézanne. L’obiettivo dell’artista francese era quello di far emerge l’essenza più profonda della realtà, senza condizionarla con delle false apparenza. Dunque, il colore e la solidità della materia diventano il medium per rivelare una visione del mondo fatta di verità nascoste

Egitto in età contemporanea

Nell’arte egizia la fissità dello sguardo acquista vitalità e sembra conferire alle figure un presente eterno. Questo invita all’osservatore a guardare oltre la materialità delle cose, bensì alla qualità della forma poiché intrisa di contenuto.

“Le sculture egiziane – scrive – hanno una magnificenza, un’armonia di linee e di forme, una tecnica così perfetta che poi nessuno è più riuscito a superare.(…) E come sono vive queste teste, come se guardassero o parlassero. (…)”

Alberto Giacometti

Il primitivismo dell’arte dell’antico Egitto potrebbe essere una chiave di lettura per comprendere l’età contemporanea. La vivacità che sorge da una pittura statica e canonica è complementare alle rappresentazioni astratte dell’arte contemporanea. Da un lato un’arte che scaturisce dalla matematica e dalla proporzione, dall’altro un’arte confusionale che sembra scaturire dal caos. Ma è proprio in questa polarità che contraddistingue due epoche lontane quasi 4000 mila anni, che si può leggere il medesimo tentativo: cogliere una verità posta oltre il mondo empirico delle cose.